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Lunedì, 09 Novembre 2020

Mercati ambulanti sorriso delle città

FIVA CONFCOMMERCIO E ANVA CONFESERCENTI SEMPRE A FIANCO DELLA CATEGORIA

Mercati ambulanti sorriso delle città

I mercati ambulanti sono e restano aperti a Cesena e in Emilia Romagna, che figura nella zona gialla dopo la tripartizione del territorio italiano in tre fasce a seconda della situazione epidemiologica. Questa è la notizia più importante, dopo il peggioramento della curva dei contagi, che ha portato al nuovo Dpcm con l’acuirsi delle restrizioni. 

 

 

Questa mattina i cesenati ritrovano il loro amato mercato in piazza del Popolo, viale Mazzoni e nelle vie limitrofe con l’assetto degli spazi più esteso nel rispetto del distanziamento e di tutti i protocolli di sicurezza, così come è stato approntato dopo la ripartenza di maggio succeduta al lockdown, e così come nel corso della settimana hanno continuato a svolgersi i mercati nei comuni comprensoriali. La nuova logistica mercatale predisposta per l’attuazione dei protocolli ha trovato una accoglienza favorevole da parte di clienti e visitatori i quali hanno potuto rendersi conto da subito che esistono le condizioni di sicurezza per poter effettuare con agio e piacevolezza lo shopping al mercato, grazie al controllo degli ingressi, il rispetto delle distanze, i gel igienizzanti ai banchi e, naturalmente, quel senso di accortezza e prudenza personale che di questi tempi deve essere alla base di ogni comportamento personale per tutelare la propria e altrui salute.

 

I mercati ambulanti, ancor più in un periodo come questo di diminuzione costretta della socialità, offrono uno spazio di incontro e di vita per tenere viva la città, in cui muoversi con criterio. Fiva Confcommercio e Anva Confesercenti si sono battute per anticipare la data della ripresa dell’attività dopo il lockdown, ottenendo un grande risultato e hanno lavorato seriamente in concertazione con la Regione Emilia Romagna per condividere i protocolli da fare applicare, così come si sono rapportate ai Comuni territoriali per trovare le condizioni migliori per l’allestimento dei mercati. Un lavoro duro, instancabile, che però ha pagato e sta pagando e che conferma come per le nostre associazioni la tutela e la valorizzazione del lavoro degli imprenditori associati sia il faro che illumina ogni nostra attività di accompagnamento alle imprese. Da decenni siamo a fianco dei nostri associati con un’azione di rappresentanza collaudata e non velleitaria. Alla protesta, quando essa è necessaria, si accompagna sempre la proposta.Lavoriamo per portare a casa risultati nell’interesse degli imprenditori. Così è sempre stato nei tanti anni, ormai, di rappresentanza sindacale a fianco di una categoria di imprenditori che costituisce una risorsa indispensabile per ogni città. I commercianti su aree pubbliche sono pilastri della nostra tradizione commerciale, aperti all’innovazione e al continuo aggiornamento di un mestiere antico e intramontabile.

 

Il lavoro degli ambulanti va salvaguardato e la categoria ha diritto ad indennizzi e ristori per i mancati introiti nell’anno della pandemia, tenuto anche conto che dalla ripresa in poi, pur caratterizzata da afflussi positivi di visitatori, gli incassi si sono pesantemente ridimensionati, per cui occorre intervenire, non solo sulla sospensione dei tributi durante il lockdown, ma con fondi di sostegno aggiuntivi anche a livello nazionale.

 

Intanto l’attività prosegue e la nostra sfida è quella di cogliere l’emergenza scaturita dal covid-19 come una opportunità per il rilancio di un nuovo modello di mercati ambulanti che alzi sempre più l’asticella della qualità, direzione nella quale ci siamo mossi in questi anni. L’esperienza recente è in questo senso molto positiva. Gli ambulanti sono straordinari per spirito di sacrificio, responsabilità, tenacia, capacità di reinventarsi e dinamismo imprenditoriale. I mercati ambulanti sono il sorriso delle nostre città, pur in tempi così difficili. La nostra categoria è solidale nei confronti delle imprese che scontano restrizioni e blocchi totali all’attività. Il virus va fermato senza bloccare il lavoro, che è la forma di sostentamento delle persone e delle loro famiglie, nonché il fondamento su cui poggia la Repubblica.

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