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Mercoledì, 08 Aprile 2020

Serve Un Piano Marshall per la ricostruzione economica

CONFCOMMERCIO CHIEDE MISURE ECCEZIONALI, FINORA SI E' FATTO TROPPO POCO

Serve un Piano Marshall da subito per la ricostruzione economica e in particolare per assicurare il sostegno senza precedenti alle imprese, ai cittadini e al lavoro. Vale a dire un piano di aiuti straordinari per favorire la ripresa dopo il fermo che ha bloccato la vita produttiva ed economica.

Serve Un Piano Marshall  per la ricostruzione economica

Perdite miliardarie

Nei fatti ci sono quasi 4 milioni di persone - commercianti, artigiani, lavoratori autonomi, lavoratori delle attività artistiche e di intrattenimento - che solo nel mese di marzo hanno perso almeno nove miliardi di fatturato a causa della cessazione parziale o totale della loro attività. Fra questi quelli del nostro territorio cesenate. Nel 2019 hanno chiuso oltre 92 mila tra negozi, alberghi e ristoranti, nel 2020, per via del coronavirus è stimato un crollo dei consumi di 52 miliardi. Ecco perché Confcommercio, fin dallo scoppio dell’emergenza, ha rimarcato che ci sono due priorità concomitanti in questa fase di emergenza che dal 9 marzo scorso ha progressivamente rallentato sin quasi a fermarla la macchina produttiva del paese. 

L’emergenza sanitaria

Quella sanitaria, che presuppone anche il contrasto al virus attraverso il distanziamento sociale, e tutti noi non potremo mai smettere di ringraziare medici e infermieri per quello che stanno facendo negli ospedali e nelle terapie intensive. Confcommercio è fiduciosa che la fase apertasi del non aumento del contagio possa proseguire con l’avvio della china discendente, avallata dagli autorevoli esperti scientifici, adottando tutti gli accorgimenti sanitari necessari ed efficaci, ad esempio l’estensione dei tamponi e gli altri interventi per l’identificazione dei positivi. Ciò consentirà di entrare nella fase della graduale riapertura.

L’emergenzaeconomico-sociale

Ma Confcommercio rimarca che parallela all’emergenza sanitaria c’è un’altra emergenza, la priorità della salute economica e sociale del Paese. Gli strumenti per affrontarla debbono procedere di pari passo. 

Confcommercio ritiene che sia fondamentale l’unità e la compattezza nell’affrontare la situazione d’emergenza, ma ciò non può significare l’acquiescenza a provvedimenti insufficienti per far fronte alla drammatica situazione. Per Confcommercio occorre una azione senza precedenti: un Piano Marshall di sostegno alle imprese e al lavoro e di ricostruzione, con misure eccezionali per far fronte a una situazione mai verificatasi prima. Serve una terapia d’urto, perché come ha sostenuto l’ex governatore della Bce Mario Draghi con la pandemia di coronavirus “la perdita di reddito sostenuta dal settore privato, e qualsiasi debito accumulato per colmare il divario, deve essere alla fine assorbita, dai bilanci pubblici. Bisogna dunque agire sulla leva del saldo ed erogare moltissime risorse”.

Misure finora insufficienti

Un fatto, purtroppo, finora  è certo: le misure previste dal decreto Cura Italia, il bonus di 600 euro  per gli autonomi sono assolutamente insufficienti così come il bonus spesa assegnato dal nuovo decreto del Governo  ai comuni per le famiglie indigenti. Si tratta di benefici, purtroppo, irrisori.  Servono invece  provvedimenti eccezionali e Confcommercio, anche a livello confederale, li ha delineati in un decalogo di interventi massicci, che includano anche una drastica riduzione della tassazione e imposte dirette e tutta una serie di azioni sistemiche: la decontribuzione del costo del lavoro, il taglio dell’ Iva e finanziamenti a tasso zero. Inoltre occorre intervenire per la  liquidità a famiglie e imprese a tasso zero e con garanzia dello Stato, con procedure veloci di erogazione e oltre ad una lunga lista di altri provvedimenti fuori dell’ordinario. 

Il rilancio del paese deve passare dagli aiuti a tutte le filiere produttive che debbono beneficiare degli incentivi e dei benefici: il settore agricolo e la relativa filiera con incentivi a fondo perduto, quello della pesca con relativa  filiera, il settore nevralgico industriale. Servono incentivi per tutti. Fondamentali sono il rilancio del commercio al dettaglio e dei servizi alla persona, dei pubblici esercizi e dei negozi di vicinato con incentivi a fondo perduto; il rilancio della fiera turistica con l’incentivi a fondo perduto; sgravi pluriennali per le aziende che assumono laureati italiani; un piano nazionale straordinario per l’attivazione di cantieri e opere pubbliche; un fondo straordinario di potenziamento della sanità pubblica e privata, un sussidio mensile di sopravvivenza per sei mesi destinato ad autonomi, professionisti che hanno perso il lavoro; il mantenimento degli ammortizzatori sociali anche in deroga per tutto il 2020, il credito sotto forma di bonus per famiglie che acquistando beni di prima necessità (per esempio elettrodomestici e arredamenti) possono utilizzare tale bonus per acquisto di farmaci e per sostenere spese sanitarie; inasprimento delle imposte per i grandi operatori di commercio on-line. 

Effetto Draghi

Per poter agire come la gravità del momento richiede, secondo Confcommercio cesenate serve anche poter contare pienamente sulla grandi competenze e sulle migliori intelligenze in campo economico, con il prestigio e l’autorevolezza necessari per poter interloquire in maniera efficace con l’Europa e in questo senso la figura di Mario Draghi, ex governatore della Banca Centrale europea, darebbe le più alte garanzie. 

Fare presto e zero burocrazia

Un ultimo appello: non si sottovaluti  l’emergenza economica e sociale, così come all’inizio si era sottovalutato il virus. Lo ripeto: serve un Piano Marshall, un intervento straordinario per reagire allo shock che ha azzerato i fatturati di intere filiere economiche e che ha investito tanto la domanda, quanto l’offerta. Non c’è altra via che quella degli strumenti straordinari per immettere liquidità raccordati con l’Europa. Il tutto a zero burocrazia perché il tempo si sta esaurendo. Bisogna fare presto.

 

di AUGUSTO PATRIGNANI

presidente Confcommercio del comprensorio cesenate

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